Agevolazioni per gli sportivi. L’Agenzia Entrate contraddice se stessa

Agevolazioni per gli sportivi. L’Agenzia Entrate contraddice se stessa

Agevolazioni per gli sportivi. L’Agenzia Entrate contraddice se stessa 793 493 Studio Infranca

Giorgio Infranca e Pietro Semeraro

Il comma 5 quater dell’art. 16 D.Lgs. 147/2015  inserito dall’articolo 5, comma 1, lettera d) del Decreto Crescita, ha esteso la platea dei beneficiari del c.d. regime degli rimpatriati anche agli sportivi professionisti, prevedendo per costoro un abbattimento del reddito imponibile del 50% (in luogo dell’ordinario 70%) con l’obbligo, ai sensi del successivo comma 5 quinquies, di versamento di un contributo addizionale pari allo 0,50% dell’imponibile, secondo le modalità stabilite da un  Decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei ministri, su proposta dell’Autorità di Governo delegata per lo sport e di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.

L’Agenzia delle Entrate, con la Circolare 33/E dello scorso 28.12.2020 (su parere conforme del Ministero dell’Economia e delle finanze – Dipartimento delle Finanze (Registro Ufficiale prot. 324497 del 9 ottobre 2020), ha affermato che, per gli sportivi professionisti, il regime agevolato non può essere riconosciuto finché non sarà adottato il DPCM.

La Circolare dell’ente impositore – che si ricorda è un mero documento di prassi e come tale non vincolante – ha destato parecchio allarme soprattutto tra i Club di Serie A e, in ogni caso, tra tutti gli operatori del settore.

L’intervento non pare però condivisibile.

Al DPCM (normativa di rango secondario), previsto dal comma 5 quinquies dell’art. 16 D.Lgs. 147/2015  inserito dall’articolo 5, comma 1, lettera d) del Decreto Crescita è demandata infatti esclusivamente l’indicazione delle modalità di versamento del contributo addizionale dello 0,50%.

La mancata emanazione del DPCM non rappresenta affatto (e non può rappresentare) condizione ostativa all’applicazione del regime di favore agli sportivi professionisti che trova invece piena e compiuta disciplina nella norma primaria, ovvero nel precedente comma 5 quater.

Conferma di quanto appena affermato la si trova anche nelle stesse istruzioni al Modello Redditi PF 2020 pubblicate dall’Agenzia delle Entrate a maggio 2020 alle pagg. 41 e 42 del Fascicolo 1, ove sono contenute le indicazioni per l’applicazione in dichiarazione del regime degli impatriati anche per gli sportivi professionisti, applicazione che non è affatto subordinata all’emanazione del decreto attuativo e anzi ove si dice espressamente – in linea del resto con il dettato normativo – che il decreto attuativo ha la sola funzione di stabilire, per l’appunto, le modalità per l’effettuazione del versamento del contributo addizionale.

Pare dunque evidente che l’ente impositore, con la Circolare 33 E del 28.12.2020, abbia interpretato erroneamente il dettato normativo, in contrasto peraltro con le sue stesse istruzioni. 

I club pertanto – almeno a parere di chi scrive – hanno probabilmente poco da temere e potrebbero spuntarla agevolmente in contenzioso (ferma l’altissima e nota alea tipica della giustizia tributaria).

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